LE TRASCRIZIONI ANAGRAFICHE - IL METODO FERRO

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Località delle Province di Novara e del Verbano Cusio Ossola
fra “I Luoghi del Metodo Ferro”.
L’applicazione di una nuova metodologia
che facilita le ricerche genealogiche su Internet

Il Team de “I Luoghi del Metodo Ferro”

Considerazioni generali
Con il nome “I Luoghi del Metodo Ferro” si intende una iniziativa che si propone di far conoscere attraverso il sito www.archivipopolazione.com (1) una nuova metodologia che agevola e velocizza le ricerche genealogiche on line (2).
Nel caso specifico l’iniziativa si rivolge in particolare agli italiani emigrati all’estero che verranno a Torino in occasione delle manifestazioni previste nel 2011 per Italia150.
Alcuni di essi avranno la possibilità di ottenere rapidamente e in modo innovativo informazioni relative ai propri antenati vissuti in Italia nei secoli scorsi. Questa metodologia (3) è nata a Marcorengo, in provincia di Torino, e da lì si è estesa principalmente in Piemonte, in luoghi molto eterogenei fra loro, distribuiti nelle varie province (4).
Essa ha trovato applicazione sia in località che erano già assai popolate nel 1881 (ultimo censimento utile per valutare il reale impegno richiesto per l’imputazione dei dati su supporto informatico), quale per esempio Bra che nel 1881 contava già 14.214 abitanti (5), sia in piccoli comuni; ciò consente di fornire oggi un significativo esempio di quello che saranno le ricerche genealogiche del futuro.
Nel sito predetto non sono stati trascurati neppure quei nuclei più piccoli che un tempo erano comuni autonomi e che sono stati successivamente soppressi, come per esempio Primeglio Schierano (AT), Campello Monti (6) (VB), Rosingo (7) (AL), Montalero (AL), Piazzo (TO), Montebuglio (VB).
Ciò è molto importante per qualsiasi tipo di ricerca (non solo on line ma anche svolta presso archivi o tramite pubblicazioni).
Lo è ancor di più per il discendente di un emigrato che in molti casi conosce a malapena (e non sempre con la dicitura corretta) il nome della località da cui provengono il bisnonno o la trisnonna e non di certo il comune in cui l’antico borgo di origine è confluito una volta soppresso come entità autonoma.
Internet si rivela uno strumento fondamentale: basti pensare che la quasi totalità dei fruitori di una banca dati sugli archivi della popolazione risiede al di fuori del luogo in cui essa è stata creata.
Rappresentano delle eccezioni coloro che abitano ancora nel luogo dove abitavano i loro antenati nel ’500 e che – per lavoro, motivi familiari, studio o pensionamento – non hanno mai trasferito la loro residenza.

L’insieme delle località proposte evidenzia come il lavoro di creazione di banche dati sugli archivi della popolazione presenti un panorama assai variegato.
Infatti diverse possono essere le modalità di approccio: per comune singolo, es. Rivoli (TO), Collegno (TO), Tonengo (AT), Cunico (AT), Lauriano (TO), Fontanetto Po (VC), Bra (CN); per comunità collinare, es. Comunità Collinare Alto Astigiano (Prov. di Asti) (8); per comunità montana, es. Comunità Montana Curone Grue e Ossona (Prov. di Alessandria) (9); per ecomuseo, es. Ecomuseo del Lago d'Orta e Mottarone (Ecomuseo Cusius, raggruppa comuni delle Province di Novara e del Verbano Cusio Ossola) (10).
Inoltre le imputazioni di dati possono essere portate avanti talvolta da gruppi di lavoro, talvolta da persone singole.
Nella stragrande maggioranza si tratta di volontari e per il resto di giovani studenti stagisti.
Non vengono trascurati i caricamenti di dati da parte di persone esterne ai progetti di lavoro concordati con i predetti Enti, consentendo loro, nei limiti del possibile, di introdurre nel sito, e quindi nella metodologia, il maggior numero di banche dati create anche con diverse impostazioni e nelle forme più articolate.
Fra queste un rilievo particolare meritano Bra (CN), Riva Valdobbia (VC) e Mollia (VC).
Infatti nel sito www.archivipopolazione.com è possibile importare, salvo casi eccezionali (11) e previo opportuno adattamento, anche registrazioni effettuate al di fuori del Metodo Ferro (12).
Due sono infatti i canali con i quali il sito viene alimentato: a) specifici progetti avviati con gli Enti presenti sul territorio; b) persone iscritte al sito estranee a quanto indicato al punto a) che conferiscono delle registrazioni e quindi acquisiscono in cambio dei crediti per la consultazione.
L’iniziativa “I Luoghi del Metodo Ferro” dà visibilità anche a questi casi; alcuni degli esempi qui di seguito proposti provengono anche dal lavoro di trascrittori autonomi.
Occorre tuttavia segnalare che la creazione di banche dati avanzate sugli archivi della popolazione è più facile laddove si sono realizzati specifici progetti.
Pertanto è in questa direzione che occorrerà proseguire in futuro.
Tra “I Luoghi del Metodo Ferro” spiccano alcune località delle Province di Novara e del Verbano Cusio Ossola: Pogno, Casale Corte Cerro, Campello Monti, Montebuglio.
Per l’imputazione dei dati su supporto informatico hanno collaborato i Sigg. Rolando Balestroni, Giovanni Fonio, Donatella Porta, Angela Poletti e Lorena Dresti.

(1) Recensito in La Stampa, Torinosette, 19 giugno 2009.
(2) Le banche di dati sugli archivi della popolazione, soprattutto di tipo avanzato, servono anche per altri scopi: studi storico-biografici, statistici, di demografia storica, sull’origine ed evoluzione dei cognomi, epidemiologici, genetici, sugli antichi mestieri, sulle cause di morte oppure per soddisfare pure e semplici curiosità, come cercare un lontanissimo legame di parentela con una persona famosa.
(3) È così definito in SILVANO FERRO, Metodo per creare banche di dati sugli archivi della popolazione, L&M, Chivasso 2006, (d’ora in poi “Manuale”) e in S. FERRO, Possibili utilizzi delle banche di dati sugli archivi della popolazione. L’esempio di Marcorengo, L&M, Chivasso 2006. Per una miglior comprensione cfr. anche il sito www.silvanoferro.it. Il Metodo Ferro e il suo marchio sono depositati.
(4) Si sono tenute dimostrazioni del Metodo Ferro: nelle ultime 3 edizioni della Fiera del libro di Torino (2008, 2009, 2010); nei convegni annuali sulla creazione di banche di dati sugli archivi della popolazione, Asti (2006), Alessandria (2007), Omegna (2008), Cuneo (2009) e Biella (2010); nel XX Congresso genealogico francese di Marne-La-Vallée (2009), nei pressi di Parigi. Fra le recensioni cfr. ELISA PARETI, Rivista di Storia Arte Archeologia per le province di Alessandria e Asti, CXVII.1, Alessandria 2008, pp. 183-190; GUSTAVO MOLA DI NOMAGLIO, Studi Piemontesi, vol. XXXVI, fasc. 1, Torino 2008, p. 246.
(5) Fonte ISTAT, Popolazione residente dei Comuni – Censimenti dal 1861 al 1991.
(6) Antico insediamento walser, ora frazione del comune di Valstrona (VB) abitata solo nei mesi estivi.
(7) Cfr. MARÌA ELENA TRONCOSO, Il recupero de la cultura inmigrante, Ediciones del Boulevard, Còrdoba 2007, pp. 47-48; è a Rosingo che è nato “Luis” Giorgio Olivetta, antenato di Ede Olivetta, della Sociedad Italiana Familia Piemontesa Devoto (Argentina).
(8) Fanno parte de “I Luoghi del Metodo Ferro” Berzano di San Pietro, Buttigliera d’Asti, Capriglio, Castelnuovo Don Bosco, Moransengo, Passerano, Pino d’Asti e Primeglio Schierano.
(9) Ne fanno parte Gremiasco, Momperone e San Sebastiano Curone.
(10) Ne fanno parte Campello Monti, Casale Corte Cerro, Montebuglio, Pogno.
(11) Non si possono importare per esempio file in formato Gedcom.
(12) Esempio in FileMaker.

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