Spigolature di storia locale

Santa Maria delle Grazie

di Luigi Simonetta

Madonna delle GrazieMadonna delle Grazie

Susanna Borlandelli ha quindi parlato della decorazione pittorica della chiesa, soffermandosi in particolare sull’affresco della Madonna delle Grazie che, per la sua posizione all’interno del convento, è ben poco conosciuto.
Questo dipinto, occupa quasi interamente la parete di fondo di quella che era l’originaria cappella conventuale, trasformata, presumibilmente, in seguito in cappella interna o in locale di riunione dei canonici.
Dopo la ristrutturazione necessaria per l'adattamento a ricovero degli anziani, si pensò di trasferire il venerato affresco all’interno della cappella dell’Istituto De Pagave; il pittore e restauratore modenese Venceslao Bigoni fu incaricato nel 1904 dalla Soprintendenza di eseguire l’operazione di rimozione che non ebbe però gli esiti sperati e solo una parte della pellicola pittorica fu trasferita, lasciando ampiamente incompleti l’affresco sul muro e quello riportato su tela.

Madonna delle Grazie Madonna delle Grazie con Santi; affresco riportato su tela con integrazioni di Venceslao Bigoni

La parte strappata fu a questo punto “completata” arbitrariamente dal Bigoni, realizzando comunque un dipinto che andò ad adornare la cappella dell’Istituto e che viene ora custodito nella nuova sede del De Pagave.
L’affresco, come gran parte della decorazione pittorica della chiesa, viene attribuito alla bottega del novarese Daniele de Bosis, che lo avrebbe eseguito verso la fine del XV secolo.

Madonna delle Grazie Madonna delle Grazie con Santi; affresco

Il dipinto è ambientato su una terrazza delimitata da un muretto marmoreo dietro a cui si vede un giardino con roseto, al centro della terrazza un colonnato inquadra i personaggi simulando un’ancona d’altare con la Madonna nell’arcata centrale e quattro santi nelle arcate laterali.
A destra della Vergine, seduta in trono e con Gesù Bambino sulle ginocchia, stanno San Gerolamo e San Giovanni Battista mentre a sinistra sono raffigurati due santi proprii dell’ordine agostiniano: Sant’Agostino e la madre, Santa Monica.

Inginocchiati, in preghiera davanti alla sacra conversazione, vediamo due canonici lateranensi che (da scritte riportate seppur inesattamente sulla copia del Bigoni) sappiamo essere: Fulgenzio Ponziani da Cremona, illustre predicatore lateranense morto nel 1473, e Paolo Maffei da Verona (1380-1452), colto e raffinato umanista.
I due canonici vennero probabilmente raffigurati, in questo spazio di privata devozione dei religiosi, per proporli a loro come modelli di perfezione; è possibile che i primi canonici arrivati a Novara abbiano avuto contatti diretti con questi personaggi e non possiamo neppure escludere che essi stessi abbiano soggiornato in Novara.

La sala capitolare La sala capitolare

L’intervento conclusivo di Ivan Rognoni, presidente della Associazione Amici di Santa Maria delle Grazie, ha illustrato l’attività dell’associazione, mirata a valorizzare il patrimonio storico artistico di questo importantissimo edificio, promuovendo il restauro dell’affresco con la speranza di poterlo restituire ad una visibilità pubblica, possibilmente collegando la cappella alla chiesa delle Grazie e ripristinando la devozione a questa immagine mariana.

E’ seguito un vivace e interessante dibattito sulle effettive possibilità di intervento, durante il quale l’assessore Paola Turchelli ha dichiarato di apprezzare l’iniziativa e di condividerne gli obbiettivi ma aggiungendo esplicitamente che il Comune - proprietario dell’immobile - non è in questo momento in grado di intervenire per totale mancanza di fondi.
Fondi di cui, d’altra parte, non dispone neppure la parrocchia, eventuale fruitrice della cappella.
Turchelli ha quindi auspicato che il recupero sia reso possibile in futuro da interventi di beneficenza privata; l’associazione, per parte sua, intende continuare l’opera di sensibilizzazione predisponendo uno studio di fattibilità che individui almeno le azioni da compiere e, soprattutto, i costi reali dell’operazione.

Anche la Società Storica Novarese esprime il proprio sostegno a questa, come ad altre simili iniziative, il cui obiettivo è quello di tutelare e valorizzare il patrimonio storico-artistico del nostro territorio.
Siamo certamente consapevoli delle difficoltà economiche in cui si dibatte l'amministrazione comunale - impegnata nel completamento dei lavori del castello, sul cui futuro utilizzo come sede del museo archeologico si pongono molti punti interrogativi - ma ricordiamo ai nostri amministratori che le arti, la storia e la natura sono l’unico vero patrimonio della nostra Nazione e che, come ha anche recentemente affermato Aurelie Filippetti, ministro della cultura della repubblica francese «La politica culturale non è un lusso intempo di crisi. Al contrario, penso che se c’è una risorsa preziosa in Europa è la cultura e sarebbe una follia non cercare di svilupparla e sostenerla».



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