Bollettino Storico per la Provincia di Novara

L'architettura romanica nel novarese

SUNO - San Genesio        »»»

Fig. 281 - Suno – S.Genesio - Pianta

I. - Nella chiesa attuale di S.Genesio sono inclusi i resti di un’antica basilica romanica a tre navi (fig.281). Si possono ancora riconoscere:

1) Una campata della navatella a giorno coperta da volta a botte col muro esterno perfettamente conservato (fig.282).

2) Un secondo tratto del muro a giorno (fig.281).

3) Tracce di quattro arcate di separazione fra la nave mediana e quelle laterali (fig.281).

4) Due piccoli tratti del muro della nave al di sopra del tetto delle navate minori: essi si trovano nei punti d’attacco del braccio attuale di ponente: ognuno di essi contiene una lesena-contrafforte esterna.

5) Una sporgenza della muratura di fondazione antica all’estremità ovest del muro della nave, cioè nell’angolo nord-ovest della campata superstite. Questa sporgenza lascia il sospetto che la nave fosse provvista di archi-diaframmi a sostegno del tetto.

Fìg. 282 - Suno – S.Genesio - Fianco a giorno

6) Un piccolo tratto del catino dell’absidiola a giorno nello spigolo nord est del campanile.

7) Un pilastrino monolitico il quale sembra indicare la posizione dell’antica facciata: esso è allineato col muro a giorno ed è profondamente piantato entro murature, attualmente, sotto il piano di terra. Questo pilastrino formava probabilmente lo spigolo a giorno della facciata.

8) Tre arcate trasversali (nervature delle volte a botte) con resti della volta soprastante (fig.283).

Utili elementi di informazione si possono trarre anche da un inventario del sec. XVIII esistente nell’archivio parrocchiale: appare da esso che l’antica basilica era a tre navi “sostentate da pilastri molto grossi che grandemente l'occupano”, coperta da volte e provvista, in facciata, di tre porte, una per navata. Davanti alla chiesa vi era un portico coperto pure da volte, sostenuto da quattro colonne di serizzo e pavimentato in calce; congiunto a tale portico il Battistero di forma rotonda, coperto da volta con parecchie finestre rotonde, recante al centro la vasca battesimale, pure rotonda a cui si discendeva per tre gradini.

Altri dati ci vengono offerti da uno schizzo (fig.284), esistente nell’Archivio della Parrocchia eseguito nel sec. XVIII: in esso sono indicati tutti i fabbricati della Pievania tra cui la chiesa: di questa però non si dà la pianta completa ma solo i muri perimetrali e le sacrestie: si deduce per altro la forma semicircolare del coro, le tre porte di facciata, i due tratti di portico disposti nel senso longitudinale, la forma rotonda del battistero con un’absidiola o cappella rettangolare sporgente: sembrerebbe da esso che il portico finisse insieme alla “Casa del Massaro” tuttora esistente.

Un’ulteriore immagine dell’antica basilica si ha nel quadro del sec. XVII che è conservato nell’attuale Parrocchiale ed in cui sono effigiati i Santi Rocco e Lorenzo: nello sfondo di esso si vedono scene della epidemia di peste del 1680 e la chiesa di S.Genesio.

Fig. 283 - Suno – S.Genesio - Resti delle volte a botte e delle costole trasversali della navatella a notte

La rappresentazione di questa però è sommaria e di maniera: non vi sono l’abside semicircolare, le case attigue, il battistero: il campanile è posto in una posizione errata: ad ogni modo la basilica appare di tre navi, con quella centrale sopraelevata e senza transetto.

In fine possiamo ricordare le notizie raccolte e pubblicate dall’avv. Ravizza: questi non poté vedere la basilica prima del rifacimento ma ne osservò copiosi residui, ora scomparsi e poté consultare documenti ora perduti e sentire testimonianze da molte persone che avevano presenziato alla demolizione di essa.

Egli ricorda nelle sue “Memorie Storiche di Suno” che era quadrilatera a tre navate, con tre absidi semicircolari, colla navata di mezzo, in origine a tetto, coperta da volte gotiche e le navate laterali coperte da volte “rotonde e basse”: ricorda pure avanzi di colonnette con capitelli scolpiti e “statuette” addossate che egli aveva sotto agli occhi e che io non potei più rintracciare: dice poi che parte dell’ossatura della zona mediana venne utilizzata nell’edificio attuale.

Il battistero nelle “Memorie” è detto ottagonale: ma nella edizione di “Novara Sacra” del Bescapè fatta dallo stesso autore il battistero è ricordato come rotondo: ad ogni modo il Ravizza ne osservò solo più le fondamenta essendo stato distrutto prima che egli venisse a Suno.

In conclusione possiamo arguire da tutto quanto si è esposto che l’antica chiesa era a tre navi terminate da altrettante absidi semicircolari: le navate laterali erano coperte da botti a nervature trasversali, la nave da un tetto sostenuto, forse, da archi trasversi.

Fig. 284. - Suno – S.Genesio e Battistero - Antica pianta

Le arcate di separazione fra le navi erano, probabilmente cinque per parte: i pilastri dovevano essere molto grossi ed avevano, forse, una lesena verso la nave a sostegno dell’arco diaframma ed un’altra lesena verso la navatella per l’arco traverso della volta a botte: i semipilastri erano composti essi pure di una sola lesena, semplicemente.

La muratura è composta di ciottoli e rari pezzi di cotto disposti a spina pesce oppure orizzontalmente: l’esecuzione è abbastanza rozza.

Le volte erano costruite anch’esse in ciottoli, pietrame e pezzi di cotto: la campata superstite è impostata su di un ispessimento del muro forato da un’arcata cieca: le tegole posavano direttamente sul rinfianco massiccio della volta formante piano inclinato.

L’ispessimento dei muri laterali è una strana caratteristica del monumento: nei tratti conservati si osserva quasi sempre un’applicazione di circa 30 cm. verso l’interno, preparata probabilmente per l’impostazione delle volte a botte.

La mancanza di intonaci sulla faccia interna del muro propriamente detto dimostra che le due strutture erano contemporanee o quasi.

Poco o nulla possiamo aggiungere alle antiche descrizioni del portico, coperto da volte e sostenuto da supporti in serizzo e del battistero, di pianta rotonda.

 

II. - Gli unici elementi decorativi rimasti sono le lesene, gli archetti pensili ed una finestrella sul muro a giorno: gli archetti sono tutti a coppie e la finestrella è del tipo più semplice, a feritoia, con sguancio verso l’interno.

Dei pezzi di scultura medioevale conservati nel museo creato da Ravizza non ho potuto purtroppo ritrovar più nulla: sono andati miseramente dispersi.

Se le colonnette “con addossati frammenti di statuette” erano contemporanee alla chiesa, dovevano avere notevole valore per la storia dell’arte; allo stato attuale delle cose dobbiamo per altro soprassedere a qualunque giudizio.

 

III. - Suno doveva aver importanza notevole nel periodo romano poiché nel suo territorio furono ritrovate moltissime antichità: solo il Museo della Canonica contiene una ventina di lapidi ed iscrizioni (1) e l’avv. Ravizza aveva potuto formare un ragguardevole museo locale che andò poi saccheggiato (2) .

Dal punto di vista religioso l’antichità della chiesa appare da due lapidi cristiane, riportate dal Gallarati e poi da Ravizza (3), murate in essa: probabilmente nella costruzione erano state utilizzate lapidi raccolte nel cimitero attiguo. La chiesa di S.Genesio era “Pieve” fin dai tempi più antichi; il prete “Nadale” di Suno sottoscrive fra gli altri pievani un documento del 1013 (4) e la Bolla di Innocenzo II del 1133 menziona esplicitamente “plebem xuni cum capellis suis” (5). Delle vicissitudini della chiesa, allo stato attuale di cose ben poco ci interessa: l’unico fatto saliente è purtroppo la demolizione del battistero e del portico, avvenuta verso il 1840 e quella della chiesa del 1843 (6): nella parte superstite si conserva ancora un pregevole affresco del sec. XV, unico rappresentante di tanti secoli di vita d’arte e di fede.

Appendice

I - Inventario del Pievano G. B. Tosi - (sec. XVIII)

(MS.Archivio parrocchiale). (sulla falsariga di altro del 1630 con qualche aggiunta).

“... Nel recinto del coro vi sono quattro uschij con sue antine... due dalla parte dell’Evangelio, il primo della sacrestia nuova e il secondo dell’Oratorio del SS.Rosario... due dalla parte dell’Epistola, uno de quali è della sagrestia vecchia e l’altra del campanile... La chiesa ha tre navate sostentate da pilastri molto grossi che grandemente l’occupano, et a ciascuna navata corrisponde una porta da entrarvi... Fuori della porta maggiore della chiesa vi è un portico fatto in volta sostenuto da quattro colonne di sarizzo et attraversato da due chiavi di ferro con il suo pavimento di calce... Congiunta a tal portico è la chiesa battesimale di S.Giovanni, dove è il fonte... fabricata in forma rotonda e fatta in volta con più fenestre rotonde attraversata con tre chiavi di ferro col suo pavimento composto di calcina...

II G. RAVIZZA Memorie storiche di Suno

Pag. 40.

... L’antica [chiesa di S.Genesio] era una Basilica quadrilatera a tre navate, con tre absidi semicircolari in fondo, perfettamente orientata secondo gli antichi sacri canoni, colla facciata rivolta a ponente, e con un portico che la congiungeva al battistero antistante, ottagono e dedicato a S.Giovanni, analogo ai molti che prima del mille si costruivano. Ciò si deduce dagli avanzi stessi e fondamenta del coro, abside, facciata e battistero, che tuttora si vedono a fior di terra, e meglio da un tipo che si conserva, che gli abitanti presentarono al Vescovo di Novara Giovanni Visconti onde ottenerne l’approvazione pel ristauro e cambiamento di forma di questa chiesa, quale da lui fu assentita con pedissequo decreto delli 28 Febbraio 1733. La navata di mezzo era prima senza volta, ma a tetto, come erano le antichissime basiliche indi gli fu aggiunta una volta gotica; le navate laterali erano a volte rotonde e basse. La Basilica era di elevata e slanciata costruzione, come si scorge dall’antico quadro di S.Rocco, di cui a suo luogo si parlerà, nel quale dessa è raffigurata, e da quanto ne resta. Quale fosse lo stile primitivo della costruzione di questa Basilica si rileva principalmente da varie parti del muro esterno meridionale prospicienti e visibili dalla attigua casa rustica della Pievania. Dalla forma delle fenestrelle allungate e finenti in semicircolo, dalla decorazione ad archetti rotondi binati ed interrotti da lesenette, e da tutti i dati precedenti, ed anche dagli avanzi di alcune colonnette, o con capitelli bizzarramente ornati alla foggia longobardica e d’un sol pezzo, o con addossati frammenti di statuette, si riconosce indubbiamente che la Basilica apparteneva al genere di costruzione chiamato Longobardico.

Pag. 42.

... Del battistero solo possiamo dire che, coevo al tempio, era costrutto secondo le prescrizioni dei Canoni Sacri, in forma ottagona, come quello di Novara, quello di Agrate ecc., e che nella sua demolizione avvenuta verso il 1840 si ritrovarono sotto i primi intonachi diverse imagini a fresco assai ben conservate...

III G. RAVIZZA Catalogo primo del Museo Patrio di Suno

Pag. 27.

1) Frammento di colonnetta di pietra calcare del diametro di m. 0,17, alto m. 0,25 con addossate nella sbassa pietra le due gambe di una statuetta appartenente alla basilica di S.Genesio.

2) Tronco di colonnetta simile del diametro di m. 0,12, alto m. 0,45 con capitello di stile longobardico fatto nel pezzo stesso. ...

4) Copia autentica del tipo dell'antica chiesa di S.Genesio presentato al Vescovo Giovanni Visconti per la rinnovazione della chiesa.

(1) (SCARZELLO: Il Museo della Canonica pass.).
 Arc. II, n. 1, n. 4

 Arc. III, n. 1, n. 7

 Arc. IV, n. 1

 Arc. V, n. 1, n. 6

 Arc. VIII, n. 1

 Arc. IX, n. 1

 Arc. X, n. 1, n. 2>

 Arc. XI, n. 1, n. 2

 Arc. XII, n. 1

 Arc. XLII, n. 4

 Arc. XLI, n. 5;

(2) RAVIZZA: Primo catalogo del Museo di Suno e ZANETTA: Il Museo Archeologico di Suno pass.

(3) GALLARATI: “Antiqua Novarensium monumenta” nn. XXXII e XXXIV e RAVIZZA: Memorie storiche di Suno pag.33

(4) BSSS: LXXVIII doc. CXXXVII.

(5) BSSS: LXXIX doc. CCCXX.

(6) RAVIZZA: Memorie storiche di Suno pag.91.

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